Dopo le polemiche dei giorni scorsi, parte l’edizione 75 del Festival di Sanremo. La prima a esibirsi è Gaia, con la sua “Chiamo io chiami tu”. L’ordine d’uscita dei concorrenti rispecchia grossomodo quello mantenuto durante le prove al teatro Ariston. Seguiranno quindi Francesco Gabbani, Rkomi, Noemi, Irama, Coma_Cose, Simone Cristicchi, Marcella Bella, Achille Lauro, Giorgia, Willie Peyote, Rose Villain, Olly, Elodie, Shablo ft Guè Joshua e Tormento, Massimo Ranieri, Tony Effe, Serena Brancale, Brunori Sas, Modà, Clara, Lucio Corsi, Fedez, Bresh, Sarah Toscano, Joan Thiele, Rocco Hunt, Francesca Michielin. A chiudere la scaletta saranno i The Kolors con “Tu con chi fai l’amore”.
Le pagelle
Achille Lauro “Incoscienti Giovani”
Canzone d’amore in stile cantautorale, elegante, che ricorda alcuni vecchi successi del passato. Malinconia e maledizione. A modo suo è già un classico.
Voto 7
Marcella Bella “Pelle Diamante”
Un testo (l’unico all’Ariston) che parla di empowerment femminile. Il brano marcia forte, con poche sorprese e molto mestiere.
Voto 5,5
Simone Cristicchi “Quando sarai piccola”
Un applauso trionfale per una canzone che va oltre la gara. Una storia che riguarda tanti, se non tutti, raccontata con una delicatezza e un pudore davvero rari. Il finale in crescendo è l’ultimo pugno nello stomaco.
Voto 7,5
Coma Cose “Cuoricini”
La canzone un po’ in stile Rettore spezza il ritmo del sentimento che scorre quasi ininterrotto sul palco. Una riflessione sui mali dei social con un ritornello che finirà per girare in testa per un bel po’.
Voto 7
Irama “Lentamente”
Tra i favoriti dei bookmaker e si capisce perché: è una canzone in perfetto stile Irama. L’amore tormentato, il pathos, la mano di Blanco: tutto funziona, senza sorprese. I fan esulteranno.
Voto 5,5
Noemi “Se t’innamori muori”
Classica ma con una voce che graffia.La melodia è potente, piena di pathos, la voce di Noemi cade dentro al testo come una lama. Meriterebbe un + nel voto.
Voto 6,5
Rkomi “Il ritmo delle cose”
Torso nudo, “e” aperte fino al paradosso, si avvantaggia con il lavoro dell’orchestra che si incastra benissimo con l’andamento del brano, irregolare e vagamente urban. Non folgorante ma destinato a crescere.
Voto 6
Francesco Gabbani “Viva la vita”
Gabbani in versione traditional. Niente sorprese, niente sperimentazione, molta melodia. Il testo non è banale, l’orchestra regala l’enfasi a un pezzo che sembra scritto per l’Ariston.
Voto 6,5
Gaia “Chiamo io chiami tu”
La canzone la mette a suo agio, i ballerini impreziosiscono la sua esibizione. Andamento on the beach, bella voce, ma il brano non è memorabile.
Voto 6-
Rose Villain “Fuorilegge”
Un po’ come lo scorso anno, un brano diviso in due. Contemporaneo, non immediato, ma forse più semplice del precedente. Lei tiene il palco senza fatica. Coerente e moderna.
Voto 6,5
Willie Peyote “Grazie ma no grazie”
Un’altra divagazione dal sentimental mood di questa edizione. Un po’ di Sudamerica, qualche divagazione politica in mezzo all’onda del ritmo. Le parole partono a raffica, come in un rap Brazil style. Anche per lui un più nel voto.
Voto 7
Giorgia “La cura per me”
Quando canta è di un livello superiore. Nobilita una canzone molto sanremese con una performance praticamente perfetta. La standing ovation certifica la sua condizione di favorita (con tutti gli scongiuri del caso).
Voto 7